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Oggi sento, come essere umano, come donna, come madre e come moglie, di dover spendere alcune parole per accreditare punti a questa categoria, quella degli omosessuali.
O meglio vorrei fare una riflessione eterosessuale.
Nel senso:
ponendosi di fronte all'evidente fallimento della nostra parte eterosessuale della società in settori come famiglia e relazioni di coppia, com'è possibile sostenere ancora oggi che i genitori debbano essere unicamente uomo e donna?
Allargo il campo per non risultare banale e scontata.
Se ci guardiamo per un un attimo da fuori, immaginiamo proprio di stare al di fuori della Terra, sospesi nello spazio ad osservarci.
Entriamo nelle case degli italiani e vediamo cosa accade.
Ascoltate i notiziari che passano in TV.
Posso chiedervi quanti omicidi tra coppie omosessuali appaiono?
Ecco. Perfetto.
Ma guardiamoci ancora meglio:
questi genitori così giudicanti sul concetto di "Famiglia", si sono accorti che stanno crescendo i propri figli quasi come erbe di campo?
Li troviamo chiusi nelle loro stanze, tra schermi che ne illuminano i volti e assenza di domande sul domani, oppure terrore per l'oggi.
Senza un solco tracciato, senza tralicci saldi a cui aggrapparsi mentre crescono e si fanno forti, lasciati coltivare da milioni di impulsi luminosi giudicanti e pretenziosi, che li hanno messi sotto un confronto costante.
E noi, come sfera eterosessuale della società, ci rendiamo conto che migliaia di giovani hanno abbandonato la scuola anche quest'anno? Che la criminalità minorile è già da tempo una piaga della nostra società? Che sempre più ragazze trovano valore nell'appartenere ad gruppo dal coltello facile, anziché dare uno scopo alla propria vita? Ed i maschietti in tutta risposta, stanno mettendo in tasca il cervello per fare spazio ai muscoli della violenza.
E allora io, sempre con il dovuto rispetto per le opinioni altrui, mi domando infine:
Non sarebbe più opportuno occuparsi di questi reali e urgenti problemi, anziché buttare l'occhio nel prato del vicino di casa?
Dove attualmente, fra l'altro, c'è più voglia di costruire, di comprendere ed includere e soprattutto molta meno violenza.